The Beauty (2026, 1 stagione, 11 episodi, Disney+) è una serie creata e prodotta da Ryan Murphy assieme a Matt Hodgson per FX / Hulu. L’instancabile autore americano (a cui abbiamo dedicato anche una puntata speciale del podcast) decide di ritornare ad una sua vecchia ossessione scenica: la bellezza desiderata ad ogni costo e manipolata dall’uomo.
Il primo grande successo di Murphy fu Nip/Tuck, una serie sulla chirurgia estetica (di cui abbiamo parlato qui) che già negli anni 2000 metteva in discussione ‘il mutamento delle forme’ in virtù dell’opinione comune. In pratica, adeguare il proprio corpo a ciò che viene considerato bello nella propria epoca. Ma mentre in Nip/Tuck chi ricorreva al ‘mutamento’ erano perlopiù i ‘ricchi e famosi’ o persone con vere e proprie malformazioni, in The Beauty il desiderio di uniformità estetica è diventato universale.
Oggi la relativa democratizzazione della chirurgia plastica promette di colmare le ferite narcisistiche scavate dalla cultura di Instagram, correggendo le ingiustizie della lotteria genetica. E Murphy prende la palla al balzo trasformando questo fenomeno in una distopia horror che assume le forme di una pandemia.
Un virus che rende bellissimi (o uccide)
La bellezza in The Beauty si manifesta sotto forma di un virus sintetico, iniettabile o trasmissibile sessualmente, in grado di rendere chi lo contrae straordinariamente bello. Ma spesso con conseguenze terrificanti.
A indagare sull’epidemia è una coppia di agenti dell’FBI (Cooper e Jordan) interpretati da Evan Peters e Rebecca Hall, che inseguono il virus e i suoi tremendi danni in giro per il mondo, soprattutto in Italia. La serie ci regala così dei bei ritratti di Venezia, vista attraverso i suoi meravigliosi palazzi dove inaspettatamente si annida la novella peste. Il virus, scopriamo, è stato creato in laboratorio dal miliardario Byron Forst (Ashton Kutcher, e prima Vincent D’Onofrio). Ma fin dall’inizio la situazione gli è sfuggita di mano.
Molti contaminati si spargono per il mondo e ad ucciderli ci pensa il sicario di Forst (interpretato da Anthony Ramos). Le imperfezioni del virus si moltiplicano a vista d’occhio nel corso della serie. I pazienti o i contagiati inizialmente godono di una metamorfosi stupefacente. Ma spesso ci sono effetti collaterali: autocombustione, esplosione corporee e morte improvvisa. Inoltre, non è detto che il virus faccia lo stesso effetto a tutti. Alcuni contagiati si trasformano in creature terrificanti che lasciano attonito lo spettatore.
The Beauty: il fumetto, e sullo sfondo The Substance
The Beauty rispecchia totalmente l’anima creativa di Murphy, che ha sempre dichiarato il suo amore per l’horror mescolato alla commedia burlesca e al musical. Alternando scene d’azione deliziosamente trash (come in Doctor Odyssey) a momenti musicali del tutto ingiustificati (il fantastico balletto di Ashton Kutcher) Murphy mette in piedi un’esplosiva quanto caotica satira grandguignolesca (come in Grotesquerie). Che stabilisce un legame impressionante tra l’ossessione per la bellezza e l’impulso omicida, come se fossero due sintomi della stessa malattia.
Il riferimento immediato può apparire The Substance, il film-rivelazione di Coralie Fargeat uscito nel 2024, da cui sembra riprendere diversi elementi di body horror (mutazioni sanguinolente, denti che cadono, ossa che si spezzano). Ma la serie – la cui produzione è partita in contemporanea con l’uscita del film, e la cui ideazione è ovviamente precedente – è tratta da una graphic novel pubblicata nel 2015.
The Beauty non ci porterà ad uno sconvolgimento di valori, nonostante i temi toccati siano estremamente attuali. L’esplosione di bellezza dei corpi martoriati dagli effetti collaterali non ci toglie la voglia di fantasticare su una possibile iniezione del virus, per scrollarci di dosso le rughe, il cancro e ogni deficienza che lo scorrere del tempo o la malattia apportano ai nostri poveri involucri terreni.
Isabella Rossellini: invecchiare con grazia
Tuttavia la splendida figura di Franny Forst, moglie del miliardario, interpretata da Isabella Rossellini, apporta un minimo di calore teorico e filosofico a questa serie al limite dell’intrattenimento superficiale.
Franny, donna di una certa età, nonostante abbia alla portata di mano la ‘cura’, non ne vuole sapere di mutarsi in una giovane e avvenente creatura. Tiene moltissimo alla storia del suo corpo, alle sue rughe e smagliature, al suo sovrappeso e agli anni che l’hanno segnata. Il fatto che sia interpretata dalla Rossellini, ex modella e simbolo di bellezza negli anni ‘90 che ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di intervento estetico diventando un’icona del ‘graceful ageing’, è ancora più significativo.
A 73 anni Isabella mostra un volto radioso e naturale tanto che la maison Lancôme l’ha voluta come testimonial delle sue creme di bellezza. Proprio Lancôme, lo stesso marchio che nel 1985 aveva deciso di interrompere la collaborazione quando l’attrice aveva compiuto 43 anni.
Come ha raccontato in un’intervista a La Stampa, il passare del tempo per lei è stato una forma di liberazione: «L’età mi ha reso libera e ora il cinema e la moda mi cercano più di prima».
Cosa vuole infine comunicarci The Beauty? Naturalmente il gigantesco cliff-hanger dell’ultimo episodio ci ha risucchiato nel desiderio di saperne di più. Attendiamo a cuor leggero la seconda stagione, sperando che nel frattempo questa inquietante distopia non si trasformi in realtà.
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