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Pose, l’underground LGBTQ+ e la Ball Culture

Prodotta da Ryan Murphy, l’innovativa serie racconta la vita di trans e omosessuali nella scintillante New York di fine anni ‘80

di Francesca Sarah Toich
15/02/2025
in Articoli
Cover di Pose per Mondoserie
331
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Appassionati di RuPaul’s Drag Race, LGBTQ+ performance community o anche solo più semplicemente sostenitori del divertimento, della moda e dei travestimenti, non potete perdervi Pose (FX, 2018-21, in Italia oggi su Disney+). Scritta da Steven Canals e prodotta dal potente duo Ryan Murphy / Brad Falchuk, Pose (3 stagioni) ci racconta la vita quotidiana di un gruppo di trans e omosessuali nella scintillante e violenta New York di fine anni ‘80. 

Lo show ha in parte rivoluzionato la storia del piccolo schermo. Non si era mai visto prima un cast composto quasi totalmente da attori transgender e appartenenti alla comunità LGBTQ di origine afro-latino-americana.

Pose ci trasporta nel mondo underground della “Ball culture” anni ‘80. Un universo ignoto ai più, nel quale però, fin dal primissimo episodio, ci si sente perfettamente a casa. La Ball culture si è sviluppata a New York e negli Stati Uniti in contrapposizione alle discoteche e locali Gay Drag riservati esclusivamente ai bianchi, o dove le comunità afro latine venivano messe in un angolo. 

Di cosa parla Pose?

La serie ci immerge subito nel cuore pulsante dei Ball facendoci incontrare i suoi protagonisti. Pray Tell (lo strepitoso Billy Porter, che per questo ruolo ha vinto un Emmy come miglior attore) è il “maestro di cerimonie” delle serate dei Ball, dove varie famiglie di Trans e Drag Queen si scontrano sera dopo sera, in performance e sfilate in vari costumi e “pose”, cercando di portare a casa il trofeo più grande e ambito

Nonostante l’argomento e l’ambientazione siano decisamente specifici, Pose ha sedotto il grande pubblico imponendosi come modello di diversità. Nel primo episodio Damon, un adolescente che vuole diventare danzatore, annuncia al padre di essere gay. In pochi minuti i genitori lo mettono alla porta senza tante cerimonie. 

Damon scappa quindi a New York e dorme a Central Park, esibendosi per strada durante il giorno in danze sfrenate. Viene salvato da Blanca, una trans che ha appena scoperto di essere sieropositiva e vuole aprire la sua “casa” per aiutare più ragazzi possibile prima che l’HIV abbia il sopravvento. 

La Ball culture, bastione e rifugio per trans e omosessuali 

In quel periodo storico tante persone omosessuali, provenienti da famiglie afrolatine molto religiose, venivano cacciate di casa ritrovandosi per strada. Spesso raggiungevano delle comunità LGBTQ, chiamate famiglie, formate da “madri” e “padri” che si occupavano dei loro “figli”, dando loro un tetto e insegnando a competere nei Ball. Come racconta qui Mj Rodriguez, l’interprete di Blanca. 

Secondo il creatore di Pose, Steven Canals, la serie parla soprattutto di questo: di famiglia e di amore. Se vi ci addentrate, resterete davvero sorpresi da quanto rispetto per la vita emerga da queste comunità decisamente ai margini. La “madre” in genere si prostituisce o fa ogni tipo di lavoro per permettere ai “figli” di concentrarsi sulle loro qualità e poter trovare una strada nella vita. Non solo competere nei Ball, ma studiare, fare carriera nel mondo dello spettacolo. Una “madre” o un “padre” chiedono in cambio solo una cosa ai loro “figli”: gloria e onore per la casata nelle serate dove si vincono i trofei per le migliori performance di travestimento e danza. 

Può sembrare surreale, ma per decenni la Ball culture ha tenuto in vita centinaia di “famiglie”, dando loro un’identità e un centro dove riunirsi, incontrarsi, competere e soprattutto aiutarsi. La serie si concentra inoltre sul tristissimo periodo dell’epidemia dell’HIV a fine anni ‘80, particolarmente violento negli ambienti LGBTQ. Che vennero quasi abbandonati a loro stessi, nell’assurda convinzione che fosse una malattia mandata dalla Provvidenza per colpire gli omosessuali, ‘colpevoli’ di essere tali.

Pose: tre stagioni mai banali con attori formidabili

Soap opera, drama e al contempo show comico, Pose alterna gioie e dolori senza scadere mai nel superfluo, nonostante una terza stagione decisamente tendente al sentimentalismo. Sono gli attori a rendere questa serie davvero speciale. Quasi tutti si rispecchiano alla perfezione nel loro personaggio. 

La divina Elektra, la grande Madre crudele e misericordiosa al contempo, è interpretata da una formidabile Dominique Jackson, attrice e modella di Trinidad che nella vita ha battuto molte strade. Esiliata dalla sua famiglia, ha praticato la prostituzione prima di raggiungere il mondo delle ‘case’ e dei Ball, diventando infine modella e attrice. 

Un destino simile per Indya Moore, che nella serie interpreta Angel, una delle prime modelle trans degli anni ‘80. Indya, cacciata di casa e bullizzata a scuola per la sua transessualità, ha lasciato gli studi per diventare modella a 14 anni. Ha avuto fin da subito la fortuna di lavorare per Dior e Gucci. Da allora la sua carriera è in ascesa: è stata considerata dal Times una delle persone più influenti del 2019. Tutti gli attori di Pose hanno un passato che ha loro permesso di identificarsi con il proprio personaggio. Ad esempio Billy Porter ha tranquillamente dichiarato in uno show televisivo di essere sieropositivo dal 2007. 

Il sogno di farsi da sé – e crearsi da soli

Chiudiamo questo approfondimento con la singolare storia di Angelica Ross (Candy nella serie). Angelica ha un passato tormentato che ha saputo trasformare in una vita unica. “Quando nel 1998 ho detto a mia madre che ero gay, lei mi ha risposto che mi conveniva suicidarmi, altrimenti si sarebbe suicidata lei, dato che non poteva avere qualcuno come me come figlia”. 

Angelica se ne va di casa, diventando prima escort, poi modella. Nel frattempo continua gli studi per diventare web manager. Nel 2014 fonda l’impresa TransTech a Chicago. Un’azienda di creative design oggi di successo, che vede tra i propri dipendenti molti giovani transessuali. Che ancora ai nostri giorni faticano ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Ross accosta la sua attività di manager a quella di attrice apparendo in numerosi film e serie televisive (tra cui American Horror Story, anch’essa creata e prodotta dal duo Ryan Murphy / Brad Falchuk). Come dice Lulu Abundance (una trans della casa di Elektra): “Quanto siamo fortunate! Ci siamo create da sole…”

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Tags: LGBTQNew YorkPose
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Francesca Sarah Toich

Francesca Sarah Toich

Francesca Sarah Toich è un’artista che vive e lavora a Parigi, dove ha una compagnia di teatro e magie nouvelle. Scrittrice, autrice, attrice, ha vinto il primo premio nel concorso internazionale di scrittura per lo spettacolo “Premio Goldoni Opera Prima” con la tragedia intitolata “Diotallevi” e ha pubblicato due romanzi fantasy per ragazzi. Ha prestato la sua voce a numerosi film, documentari, installazioni artistiche e radiodrammi (in particolare per RAI radio Italia). Specializzata in Commedia dell’Arte e letteratura italiana è stata premiata come migliore giovane interprete della Divina Commedia, vincendo per due volte il Lauro Dantesco a Ravenna. Insegna e recita in italiano, inglese e francese in numerose compagnie di teatro e ricerca, ed ha portato le sue performance in prestigiosi teatri e gallerie d’arte in varie parti del mondo tra cui recentemente a New York, Mosca e Tokyo.

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