• Missione
  • Redazione
  • Contatti
venerdì, Giugno 12, 2026
  • Login
Mondoserie
  • Home
  • Articoli
  • Video
  • Podcast
  • Mondovisioni
    • Documentari
    • Fumetto / Animazione
    • Libri
    • Long form, saggi, analisi
    • Speciali
      • Speciale David Lynch
      • Speciale The Walking Dead
      • Speciale I Soprano
      • Speciale Mike Flanagan
  • Eventi
  • Tags
  • Missione
  • Contatti
  • Redazione
No Result
View All Result
  • Home
  • Articoli
  • Video
  • Podcast
  • Mondovisioni
    • Documentari
    • Fumetto / Animazione
    • Libri
    • Long form, saggi, analisi
    • Speciali
      • Speciale David Lynch
      • Speciale The Walking Dead
      • Speciale I Soprano
      • Speciale Mike Flanagan
  • Eventi
  • Tags
  • Missione
  • Contatti
  • Redazione
No Result
View All Result
Mondoserie
No Result
View All Result
  • Iscriviti alla newsletter
Home Articoli

Bodkin: si può raccontare la verità (in un podcast ambientato in Irlanda)?

La miniserie prodotta dagli Obama è una riflessione - tra crime e commedia - sulla differenza tra podcast popolari e giornalismo d’inchiesta 

di Livio Pacella
27/01/2026
in Articoli
cover di Bodkin per Mondoserie
102
VIEWS
Condividi su FacebookWhatsappEmail

Bodkin (Netflix, 2024) è una dark comedy irlandese-statunitense in 7 episodi della durata variabile tra i 45 e i 55 minuti circa, ideata da Jez Scharf (al suo debutto nelle vesti di showrunner) e prodotta dalla Higher Ground Productions (Il mondo dietro di te) – casa di produzione fondata dai coniugi Obama (sic).

Bodkin è il nome di una fittizia e pittoresca cittadina costiera irlandese, dove dal londinese Guardian viene controvoglia mandata, date le sue origini irlandesi, la giornalista investigativa Dove (Siobhán Cullen – Origin). Che è costretta, in seguito al controverso suicidio del suo informatore, ad abbandonare l’importante caso a cui stava lavorando e ad accettare questo nuovo incarico. Anche se riluttante, Dove dovrà collaborare con l’americano Gilbert (Will Forte – The Last Man on Earth, per tanti anni nel cast di SNL), reso celebre dal suo primo podcast e in cerca di nuova ispirazione ‘true crime’, e la sua giovane e inesperta assistente Emmy (Robyn Cara).

A Bodkin infatti, una ventina di anni prima, tre giovani scomparvero durante i festeggiamenti dello Samhain, capodanno celtico in maschera – da cui vengono le celebrazioni di Halloween negli USA (e da svariati anni anche in Europa). Festeggiamenti cancellati nelle due decadi successive, almeno fino all’arrivo dei nostri eroi. Gilbert spera, attraverso la riedizione dello Samhain e il racconto di questo cold case, di creare una narrazione emozionale sulla ‘vera Irlanda di una volta’ et similia (del resto lui stesso avrebbe origini irlandesi). Ma la vecchia storia sembra non essere poi così vecchia, e l’improvvisato trio si ritrova in un’investigazione in piena regola. 

Tra innumerevoli pinte di Guinness…

La comunità locale accoglie con ostilità le loro indagini, e gli approcci antitetici di Gilbert e Dove si scontrano con la reticenza e l’omertà diffuse tra i residenti. All’inizio si tratta di bonarie distrazioni da turisti o di più maliziose bugie, ben presto si arriva però a minacce più o meno velate. Dal capo della polizia locale ad un pericoloso trafficante latitante, passando per gli agenti dell’Interpol e il convento spa gestito da suore che non sono vere suore, tutti sembrano avere fantasmi del passato con cui non vogliono fare i conti.

Tra innumerevoli pinte di Guinness, assurde attività rituali in mezzo ad un nebbioso nulla, improvvisi cadaveri e crescente cupezza, poco a poco sembrano tornare alla luce segreti fino a quel momento ben custoditi, tra le rune celtiche o addirittura in fondo alla palude… In questa fittizia Bodkin il tempo sembra essersi per lo più fermato. Tutto, dalle case agli abitanti, sembra essere uscito da un vecchio libro. Poco o niente sembra essere cambiato rispetto a vent’anni prima, al tempo delle misteriose sparizioni.

Anche se il mondo contemporaneo aleggia minaccioso sulla comunità, per tramite di un brillante giovane – emigrato anni prima dalla cittadina e arricchitosi nella Silicon Valley, dalla quale è ora tornato per costruirvi un’enorme server farm. Ma questo per Gilbert non è importante. L’essenziale per lui è che il fine della loro indagine non sia investigativo ma squisitamente narrativo. Si tratta infatti di creare un podcast true crime che sia puro intrattenimento. ”Una roba leggera da ascoltare in macchina mentre guidi verso casa.” 

Podcast e verità in Bodkin

Dove è però di tutt’altro avviso: per lei l’emotività non è che uno show, e l’Irlanda di Gilbert una cartolina, niente a che fare con la giornalistica ricerca della verità. “Il true crime non è giornalismo, è necrofilia.” Con l’entusiasta Emmy che segue ora l’uno ora l’altra, l’eterogeneo trio litigando e rimpallandosi continuamente nuove idee, scoperte e ragionamenti, Bodkin si sviluppa sia come giallo sia come non banale dibattito sul giornalismo contemporaneo e la sua etica. “Perché a volte una storia è più importante della verità, e se non possiamo cambiare le cose che sono successe forse possiamo cambiare la storia che raccontiamo.”

Da un lato raccontare la verità, costi quel che costi, passando pure sopra i cadaveri. In Bodkin, non in senso metaforico. Dall’altro la narrazione come forma d’arte e la creazione di una storia. Costi quel che costi, tra fantasia, aggiustamenti e divagazioni. Certo, l’apparente serioso rigore di Dove  – irlandese trapiantata a Londra – si contrappone perfettamente all’altrettanto apparente candore naive dell’americano Gilbert. Così come gli innumerevoli ascolti del secondo si contrappongono all’ascetismo investigativo della prima.

“Hai mai ascoltato un podcast in cui risolvono effettivamente il mistero?” le chiede Gilbert. “Ho bisogno di diversivi, false piste, calore umano. Le cose a cui le persone tengono davvero.” Per Dove la verità fattuale deve venire prima di tutto il resto, e non è mai edulcorabile. Non può essere positiva o ben confezionata: è cruda, sporca, ed è la verità. Per Gilbert viene sempre e comunque prima il racconto. Che è costruito ad arte, intenso e ricco di coinvolgenti sfumature. Da qui la filosofica questione che vagamente si ripercuote per tutti gli episodi: quanto vero può essere il racconto di una verità fattuale?

Un cocktail metanarrativo

Bodkin è un divertissement tra il grottesco e il crime (in molti hanno sottolineato il parallelo con Only Murders in the Building di Hulu, da noi visibile su Disney+) ambientato in una suggestiva cittadina irlandese. Infarcito con sapiente leggerezza di paganesimo celtico e traffici illeciti vari, per non parlare dei colpi di scena, ha nel continuo scontro dialettico tra i protagonisti il suo maggior punto di forza. Al di là dunque di quanto possa a tratti risultare addirittura lezioso, è l’intreccio tra gli archi narrativi della disperazione ottimista di Gilbert, dell’implacabile delicatezza di Dove e della dirompente tenacia di Emmy a costituire il felice impianto narrativo di questa miniserie. Significativo che uno degli ultimi episodi sia narrativamente tripartito, riavvolgendo ogni volta gli eventi per mostrarli dalla prospettiva di ognuno dei tre punti di vista.

Bodkin è un cocktail di generi e registri che, tra il mistery e il grottesco, gioca molto sugli stereotipi del true crime. Qualcuno altrove chiama questo ‘crimedy’ – neologismo che mi rifiuto di usare. Meglio piuttosto guardare all’interno di questo gioco stilistico, dove si pone ancora una volta la questione del complicato e acrobatico rapporto tra verità e finzione. 

Un gioco metanarrativo, in cui sentiamo il sornione voiceover di Gilbert, ad ogni inizio e fine episodio, come fosse una delle puntate del suo podcast. Dove, ad esempio, dice: “Il problema con le domande sono le risposte. A volte più impari e meno sai”. Può essere.  Al di là però di questo retorico luogo comune, è vero che – in Bodkin – più i tre protagonisti scoprono i segreti di Seamus Gallagher (David Wilmot – The Alienist, Black Sails) e compagnia bella, più mettono in crisi le loro stesse certezze. 

Bodkin e Oscar Wilde

Lungo tutta la costruzione di questa appassionata indagine, saranno alla fine le crepe e i cortocircuiti a cambiare radicalmente la cinica giornalista, la novellina e il famoso podcaster sul lastrico. Svelare il mistero di Bodkin sarà un viaggio destinato a squarciare il loro pesante velo interiore. Magari, perché no?, con l’aiuto dei funghi allucinogeni, degli inevitabili innumerevoli hangover e dell’atmosfera da cara vecchia Irlanda (“All I see is shit, fields and fields of shit…”).

A quest’ultimo proposito, pare diversi spettatori irlandesi l’abbiano presa sul personale, denunciando il ritratto stereotipato che del loro paese si fa in questa serie. Senza forse comprendere, per l’appunto, la difficile relazione tra realtà e finzione all’interno di un’opera d’arte. Se si preferisce, di fantasia (anche se, come in questo caso, based on a true story). Quindi non perderemo tempo ad analizzare il recondito significato della carnascialesca celebrazione pagana dello Samhain in opposizione al monastero in cui, con le suore che non sono suore, si pratica yoga e meditazione, magari sorseggiando un piacevole thè allucinogeno… E non staremo nemmeno a ripetere noiosamente che un pittore non dipinge ciò che ha davanti ma ciò che ha dentro…

Come diceva l’irlandese Oscar Wilde (che cito a memoria): “Ogni opera d’arte è al contempo simbolo e superficie: coloro che si addentrano nel simbolo o sotto la superficie, lo fanno a proprio rischio e pericolo”.

Verità e finzione in una commedia crime? Sneaky Pete

Sneaky Pete: tifare per il truffatore

Tags: commedia darkcrimeIrlanda
Post precedente

Stranger Things è finita: andiamo in pace | PODCAST

Prossimo post

Golden Globe 2026: conosci le serie premiate?

Livio Pacella

Livio Pacella

Livio Pacella [altrove Al Lecap o liviopacella]. Attore, autore, regista, filosofo ballerino, poeta maledetto, bohemien, da tempo impegnato nella stesura del proprio curriculum, continua a vivere, tra lo stupore generale, al di sopra dei suoi mezzi.

Articoli correlati

cover di Jo Nesbø's Detective Hole per Mondoserie
Articoli

Jo Nesbø’s Detective Hole – cupo crime noir scandinavo statunitense

30/05/2026
Cover di Peaky Blinders per Mondoserie
Articoli

Peaky Blinders: la favola violenta della famiglia Shelby

01/06/2026
Artwork di Banshee per MONDOSERIE
Articoli

Banshee, l’iperbolica e iperviolenta città del male

12/04/2026
Cover di The Chair Company per Mondoserie
Articoli

The Chair Company: esilarante paranoia del quotidiano

11/04/2026
cover di Mr. Mercedes per Mondoserie
Articoli

Mr. Mercedes: la seconda stagione è sempre la più difficile (per tacer della terza)

02/03/2026
Cover di Bromance criminali podcast per Mondoserie
Podcast

Bromance criminali: Suburra, Sons of Anarchy e oltre… | PODCAST

27/02/2026
Prossimo post
Golden Globe 2026 per Mondoserie

Golden Globe 2026: conosci le serie premiate?

MONDOSERIE: COS’È

Tra troppe novità che escono ogni giorno, Mondoserie è la tua guida. Ragionata. Per non perdere tempo: a scegliere, o guardando cose che non meritano.
E per andare in profondità, alla scoperta di cosa i grandi show di ieri e di oggi ci svelano sul mondo.

I più letti della settimana

  • Cover di Il giovane ispettore Morse per Mondoserie

    Il giovane ispettore Morse: genio e malinconia nell’Oxford anni ’60

    316 shares
    Share 126 Tweet 79
  • Lost, 20 anni dopo: ancora una volta, dobbiamo tornare sull’isola

    917 shares
    Share 367 Tweet 229
  • The Serpent Queen: un’altra regina bistrattata dalla Storia

    140 shares
    Share 56 Tweet 35
  • The Beast in Me: da bestia enigmatica a stucchevole peluche

    340 shares
    Share 136 Tweet 85
  • L’altra Grace: un altro “racconto dell’ancella”

    331 shares
    Share 132 Tweet 83

RSS MONDOSERIE. Il podcast

  • I 25 anni di Six Feet Under | 1 classico in 2 12/06/2026 MONDOSERIE
  • Pistol: Danny Boyle racconta la storia dei Sex Pistols | 10 minuti 1 serie 09/06/2026 MONDOSERIE
  • Wayward Pines, ovvero: imparare a fermarsi | 2 voci 1 serie 05/06/2026 MONDOSERIE
  • Strip Law: la legge al servizio dello spettacolo | Animazione 02/06/2026 MONDOSERIE
  • Alias: un quarto di secolo fa, tra spie e profezie | 1 classico in 2 29/05/2026 MONDOSERIE
Mondoserie

Una guida critica, per non perdersi. E per scoprire cosa i grandi show ci svelano delle nostre paure, dei nostri desideri, del nostro mondo.

Seguici su

Privacy Policy - Cookie Policy

Tutte le categorie

  • Articoli
  • Artwork
  • Documentari
  • Eventi
  • Film / Saghe
  • Fumetto / Animazione
  • In primo piano
  • Libri
  • Long form, saggi, analisi
  • Mondovisioni
  • Podcast
  • Speciale David Lynch
  • Speciale Game of Thrones
  • Speciale I Soprano
  • Speciale Mike Flanagan
  • Speciale The Walking Dead
  • Video

Ultimi aggiornamenti

Cover di Alias per Mondoserie

Alias: spie, complotti e profezie all’alba della tv complessa

09/06/2026
cover di 28 Days Haunted per Mondoserie

28 Days Haunted: quando i fantasmi non si fanno vedere

06/06/2026
  • Missione
  • Redazione
  • Contatti

© 2021 Mondoserie - All rights reserved. Mondoserie è un progetto editoriale di IN MOSTRA srls

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Home
  • Articoli
  • Video
  • Podcast
  • Mondovisioni
    • Documentari
    • Fumetto / Animazione
    • Libri
    • Long form, saggi, analisi
    • Speciali
      • Speciale David Lynch
      • Speciale The Walking Dead
      • Speciale I Soprano
      • Speciale Mike Flanagan
  • Eventi
  • Tags
  • Missione
  • Contatti
  • Redazione

© 2021 Mondoserie - All rights reserved. Mondoserie è un progetto editoriale di IN MOSTRA srls

Il meglio di Mondoserie

La tua guida alle serie imperdibili: recensioni, analisi e contenuti esclusivi.

Iscriviti alla nostra newsletter!

Inserisci la tua email