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Trainwreck / 2 – Storie demenziali, oltre il disastro | Documentari
Trainwreck 2, podcast | Puntata di Jacopo Bulgarini d’Elci e Livio Pacella
Dopo aver esplorato eventi spettacolari sfociati nel caos – da Woodstock ‘99 ad Astroworld – questa seconda puntata del nostro podcast sulla recente saga documentaristica targata Netflix, Trainwreck, affronta episodi più eterogenei, ma comunque uniti da un filo comune: la crisi della realtà. Sotto la pressione dei media, delle fake news, del controllo (o della sua assenza). I documentari di questa seconda parte spostano lo sguardo dal palcoscenico e dalla folla verso figure ambigue, comunità alternative, ribellioni virali, reality true crime.
Parliamo di 4 nuovi documentari della saga: Il sindaco del caos, Il bambino del dirigibile, Mamme investigatrici e Assalto all’Area 51. Casi in cui cronaca, intrattenimento e fake news si intrecciano in racconti al confine tra dramma e ironia. Sono documentari che mostrano come i media e le narrazioni plasmino il nostro modo di vedere il mondo, e come spesso il caos – organizzato o spontaneo – diventi il vero protagonista.
Media, verità, manipolazione. Tra ironia e inquietudine, Trainwreck riesce a essere insieme documentario d’inchiesta di attualità e un diario della nostra ossessione collettiva per il disastro. Dove dominano l’ambiguità e l’infiltrazione del caos nella normalità.
“Documentari” è il format del podcast di Mondoserie dedicato all’approfondimento delle produzioni non di fiction.
Il sindaco del caos
Mayor of Mayhem (Netflix, 2024), questo il titolo originale, racconta in un unico episodio il rise & fall di Rob Ford, sindaco di Toronto dal 2010 al 2014. Finito al centro di uno scandalo internazionale dopo la diffusione di un video in cui fuma crack. Il documentario ricostruisce l’intera vicenda: dalla sua ascesa populista alla discesa nel vortice di droga, menzogne, terapia e rielezioni.
Una certa aria di impunità sovranista, assieme alla spettacolarizzazione del degrado politico e, soprattutto, privato, sono i temi portanti di questa puntata da 50 minuti circa. Rob Ford, in un certo senso, anticipa anche il fenomeno Trump – che renderà ancora più labile e inconsistente il confine tra persona e istituzioni.
Il bambino del dirigibile: apice di Trainwreck (e del podcast)
Balloon Boy (Netflix, 2024) è il titolo originale di questo documentario dalla durata di 50 minuti circa. Nel 2009, una notizia sconvolge l’America: un bambino sarebbe salito a bordo di un dirigibile sperimentale e si troverebbe alla deriva. Ore di diretta TV, agitazione collettiva, mobilitazione nazionale… Finché si scopre che il bambino non era mai stato nel pallone. Si era nascosto in casa. E, forse, il tutto non era che una messinscena!
Questa storia, assolutamente surreale, ci mostra con estrema chiarezza come la televisione possa diventare un generatore di realtà. Lo spasmodico bisogno di eventi pubblici, meglio ancora se privati, ha ormai da tempo spostato il confine tra notizia e spettacolo. In un’epoca drogata di messinscena e viralità compulsiva, la cronaca si trasforma senza forzature in un reality show.
Mamme investigatrici
P.I. Moms (Netflix, 2024) è il titolo originale di questo documentario della durata di 45 minuti. Un gruppo di madri americane diventa protagonista di un’indagine su un caso di scomparsa irrisolto. Armate di tecnologia, istinto e forum online, cercano verità che le autorità sembrano ignorare. Ma sono protagoniste di un reality true crime che qualcuno vuole sabotare… dall’interno.
Giovani mamme nelle vesti di investigatrici private. In una vera agenzia investigativa, anche se riprese dalle telecamere per produrre un reality show. Ma il vero crimine, paradossalmente, si consuma all’interno della stessa agenzia.
In questo episodio, vanità ed esibizionismo convergono in un delirio true crime. Dove, va da sé, il confine tra realtà e finzione non esiste praticamente più.
Assalto all’Area 51
Storm Area 51 (Netflix, 2024) è il titolo originale di questo documentario in due episodi. La storia fece allora il giro del mondo: nel 2019 un post scherzoso su Facebook invita a “invadere” l’Area 51 per liberare gli alieni. In pochi giorni diventa virale: milioni di adesioni. La cosa sfugge velocissimamente di mano. Da una parte si cerca di organizzare un improbabile festival di massa nel deserto, dall’altra ci sono reali timori governativi. Che allertano le autorità militari in questione: la base si attrezza, spendendo milioni di dollari, per respingere un eventuale attacco o tentativo di sabotaggio. Il giorno dell’evento, tutto si sgonfia. Enormemente.
Qui vediamo come un semplice e stupido meme acquisti una potenza aggregativa senza precedenti, creando dal nulla un vero e proprio movimento, fatto di cultura geek e nostalgia complottista. Ma l’evento digitale fatica non poco a diventare evento reale. E la trasformazione non riesce. Tra gioco e disincanto, in questa storia si intravvede il ritratto di un’intera generazione americana.
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Trainwreck / 1. Quando l’intrattenimento diventa disastro | PODCAST

















