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The Terror, podcast | Puntata a cura di Jacopo Bulgarini d’Elci e Livio Pacella.
Strutturata come serie horror antologica, The Terror, creata da David Kajganich e prodotta da Ridley Scott, ha debuttato nel 2018 sul canale statunitense AMC. Da noi è visibile su Amazon Prime Video. In attesa del terzo capitolo – Devil in Silver -, il secondo – The Terror: Infamy -, ambientato in una comunità nippo-americana nella seconda guerra mondiale, è del 2019. La stagione 1 di The Terror, che consta di 10 episodi da una cinquantina di minuti circa ciascuno, è tratta dall’omonimo romanzo del 2007 (in it. La scomparsa dell’Erebus) di Dan Simmons. Che a sua volta si basa sulla vera storia della spedizione marittima britannica del 1845 nelle acque del circolo polare artico, alla ricerca del mitico passaggio a nord-ovest.
La prima stagione di The Terror è una delle più raffinate e inquietanti incursioni del racconto seriale nel territorio del terrore storico. La miniserie fonde ricostruzione realistica e allucinazione soprannaturale, riscrivendo il mito dell’esplorazione ottocentesca in chiave orrorifica e profondamente umana. Due navi britanniche – la Erebus e la Terror – salpano alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest, con 129 uomini a bordo. Intrappolati nel ghiaccio artico, costretti a sopravvivere mesi tra il nulla bianco, la fame, le malattie e la follia, saranno decimati da un’entità spaventosa – e da loro stessi. La serie è una lenta, spettacolare e dolorosa discesa nell’abisso della natura e dell’animo umano. Un incubo gelido, costruito con cura filologica e tensione crescente.
“2 voci, 1 serie”: dialoghi sulle cose che ci piacciono, o ci interessano, nel podcast di Mondoserie.
The Terror, tra Lovecraft e Poe
The Terror è anche una meditazione sulla fine delle gerarchie, sulla dissoluzione del potere, sulla fragilità della civiltà. Lo scontro tra il comandante ottuso Franklin (Ciáran Hinds – Game of Thrones) e l’ombroso e tragico Crozier (Jared Harris – The Crown) è l’emblema di una crisi più ampia: quella del pensiero imperiale, razionalista, maschile, che davanti all’inconoscibile perde ogni senso. Come scrive Kajganich, la spedizione fallisce anche perché chi la guida non sa ascoltare – né la natura, né l’altro, né sé stesso.
La serie combina elementi storici (diari, mappe, gerarchie reali) con incursioni visionarie: il Tuunbaq, bestia mitologica, non è solo un mostro, ma incarnazione della natura offesa. Un orrore cosmico alla Lovecraft, che dialoga anche con l’ossessione romantica dell’ignoto, propria di un autore come Edgar Allan Poe. Lo scenario è tra i più cupi mai visti in una serie: ghiacci perenni, oscurità, claustrofobia, sogni spezzati. L’orrore, però, non sta tanto nel mostro esterno, quanto nella progressiva disumanizzazione dei personaggi, isolati, assetati di potere, e divorati dalla colpa.
Tutto crolla, nella neve. Le bussole impazziscono, la gerarchia si dissolve, i corpi si rompono, i cuori si gelano.
L’Artico come metafora: esplorazione e orrore
Come raccontiamo nel podcast, The Terror rilegge la grande epopea delle esplorazioni polari come racconto di superbia e condanna. Dove l’Artico diventa luogo della verità estrema: spazio privo di coordinate morali, in cui l’uomo mostra ciò che è, privato di orpelli. La spedizione fallisce perché si ostina a imporre la logica dell’impero su un territorio che non accetta padroni. E la punizione arriva sotto forma di un terrore, che è tanto fisico quanto simbolico.
La serie si colloca così in una lunga tradizione che va dal Gordon Pym di Poe ai miti lovecraftiani del Nord sconosciuto: l’idea che l’estremo confine del mondo coincida con il confine della coscienza. Ma The Terror riflette anche sul colonialismo, sull’arroganza del sapere occidentale, sulla rigidità delle classi e sulla crisi della figura maschile.
È una discesa all’inferno che parla della nostra incapacità di affrontare l’ignoto. E in questo senso è anche una serie sul presente: su un mondo che si illude di poter dominare tutto, ma che davanti ai limiti veri – ambientali, umani, spirituali – non sa più che fare.
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