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Masterchef non è un programma di cucina, è una serie 

Il popolarissimo show, presente con una infinità di versioni nel mondo, è strutturato come una narrazione seriale: protagonisti, antagonisti, sfide, caratteri…

di Giulia Guidi
05/10/2023
in Articoli, Artwork
Cover di Masterchef per Mondoserie
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MasterChef, definito da Wikipedia “talent show di cucina”,  è un programma creato da Franc Roddam e trasmesso per la prima volta su BBC nel 1990. Roddam è il regista del film cult Quadrophenia, ispirato dall’album iconico degli Who. Strano, vero? E le anomalie non finiscono qui: può uno show culinario nascere in uno dei Paesi con una delle cucine peggiori del mondo? No. Quindi, cos’è Masterchef?

Per fare una breve introduzione, Masterchef, dal ‘90 in poi, affina il format e si diffonde in tutto il mondo, Italia compresa. Il programma consiste in diverse prove in cui i concorrenti, cuochi dilettanti, si sfidano e mettono alla prova le loro abilità in cucina. A giudicare i loro piatti sono giudici, scelti fra le personalità note della cucina locale. La prima fase di MasterChef sono le selezioni, dopodiché inizia la gara vera e propria. In ogni puntata gli aspiranti chef hanno a che fare con diverse prove (Mystery Box, Invention Test, Prova in esterna e Pressure test). Dopo una serie di eliminazioni si arriva al vincitore, che si aggiudica un premio in denaro, una pubblicazione di ricette e, soprattutto, molta popolarità. 

In questo articolo verrà trattata solo la versione italiana, che vede la prima edizione nel 2011, con la produzione di Magnolia (poi Endemol) e la regia di Umberto Spinazzola. Il programma è ancora in produzione e la prossima sarà la tredicesima edizione (spin off esclusi). 

Lo scopo è dimostrare come Masterchef sia una costruzione narrativa seriale. Banalmente, la trasmissione a rotazione continua delle stagioni sui canali free Sky non fa che dimostrare che si tratta di un prodotto con personaggi, storia, tempo e luogo. 

Personaggi: i giudici delle prime stagioni

I giudici hanno la funzione di valutare i piatti dei concorrenti e deciderne le sorti. Come anticipato, i giudici di Masterchef sono personaggi noti nel mondo dell’alta cucina italiana che si adattano allo scopo: non a caso, sono stati definiti “starchef”. Nel corso degli anni i volti sono cambiati, ma non troppo, dando così continuità alla narrazione. Sono loro i punti fermi del programma. Quello che è cambiato è il loro ruolo, il loro personaggio, a seconda delle combinazioni dei caratteri. Esattamente come nella commedia dell’arte. 

Nei primi quattro anni (dal 2011 al 2014), il terzetto dei giudici era composto da Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich. All’epoca era prorompente lo stile di Gordon Ramsay, noto per la sua aggressività, e le prime edizioni italiane sono caratterizzate da tre stili di “cattiveria” diversi: Barbieri il tenutario delle tradizioni, Cracco “il duro”, Bastianich “il pazzo” (i suoi lanci di piatti sono popolari ancora adesso su Youtube). 

Il primo quadriennio di Masterchef è stato quello dove i concorrenti hanno subito la maggiore dose di “bullismo” e insulti. Una strategia che ha pagato, visto che l’audience è salita dai 124mila iniziali al milione e 50mila del 2014 (3,3% di share). Altri tempi, verrebbe da dire, vista anche l’evoluzione di altri prodotti televisivi.

Personaggi: i giudici attuali

Nella quinta edizione si aggiunge alla collaudata compagnia Antonino Cannavacciuolo, con il phisique du role perfetto per il gigante buono. Anche nello studio milanese di Masterchef entra così un po’ del classico buon cuore napoletano, nota che mancava. Tra il carismatico Cracco, l’algido Barbieri e il creativo Bastianich, finalmente un po’ di “pummarola”. 

La convivenza tra i quattro dura per due stagioni, quando Cracco lascia. Il programma viaggiava ormai sull’onda del milione di spettatori e l’addio  provoca un certo clamore: la produzione organizza uno scenografico funerale durante la prima puntata della settima stagione e viene presentata la prima e unica donna ad essere stata giudice di Masterchef Italia, Antonia Klugman. 

La rinomata cuoca parte da strega cattiva e arriva da fatina buona, protagonista però di una delle stagioni con le prove in esterna più dure (memorabile la cucinata di 24 ore nelle isole norvegesi). Un caso? Non è dato di sapere. La realtà è che già dalla stagione successiva fa il suo ingresso il “bello non cattivo”, come invece era chef Cracco: Giorgio Locatelli. L’ottava stagione sarà l’ultima per Joe Bastianich, che si dedicherà ad altre avventure televisive. 

Il trio Barbieri-Cannavacciuolo-Locatelli proseguirà fino alla 12a stagione e sembra sia riconfermato per la prossima. Lo scettro del “cattivo” è quindi saldamente nelle mani del pluristellato emiliano. 

Personaggi: i concorrenti tipo di Masterchef

Nel corso di 12 anni si sono susseguiti circa 250 concorrenti, che, ovviamente, non descriveremo uno per uno. Anche perché non è necessario. In ogni stagione, infatti, si ripetono delle vere e proprie “maschere” di una moderna (e culinaria) commedia dell’arte. 

Le macro categorie sono anagrafiche: il giovane, l’anziano e la persona di mezza età.  

All’interno di queste si sviluppano i caratteri: persona con problematiche alimentari nel passato (anoressia, obesità etc), lo straniero, il grezzo, il fighetto, il colto. Se decliniamo questi caratteri, inclusi nelle macrocategorie, secondo questo quadro semiotico otteniamo l’intero plotone dei concorrenti di Masterchef.

Masterchef quadro semiotico
Il quadro semiotico di Masterchef, in cui si possono collocare tutti i concorrenti

Grazie a questa “alta definizione personale”, e certamente con l’aiuto di un’attenta regia, si creano le classiche dinamiche di una fabula. Con protagonista, antagonista, aiutante eccetera.

È interessante notare che non c’è alcuna caratterizzazione di genere dei personaggi, per questo (in assenza del neutro e per comodità) le categorie sono state declinate al maschile. 

Inoltre, nelle ultime edizioni, sono stati numerosi i concorrenti dichiaratamente omosessuali, tra cui il vincitore del 2020, il bassanese Antonio Lorenzon (che, nello schema, collochiamo come persona di mezza età, colto, nel quadrante fantasia/innovazione ma verso il centro). La sua antagonista, fino alla finale, è stata la pugliese/milanese Maria Teresa Ceglia (colto), che (ma guarda un po’) si colloca nel quadrante tradizione/disciplina, in alto a destra. 

Tutte le finali vedono contrapposti personaggi che si collocano in quadranti diversi: memorabile quella della seconda edizione, quando la super tradizionalista avvocata Tiziana Stefanelli (colto) ha battuto l’artista “maledetto” Maurizio Rosazza (fighetto); oppure, nella quarta, quando l’agente immobiliare 40enne Stefano Callegaro (grezzo), dalla cucina classica veneta, ha la vittoria sul giovanissimo Nicolò Prati (fighetto), certamente più innovativo. Indimenticabile, in questa edizione, il duello “cavaliere bianco” vs “cavaliere nero” tra lo stesso Calegaro e Filippo Cassano, project manager romano alla “boia chi molla” (preso in giro da chef Cracco per l’Hummer)

Per il carattere “persona con problematiche alimentari” spicca su tutti la bellissima Alida Gotta (nel video sotto), arrivata seconda nella 5a edizione, dietro a Erica Liverani. Conquistati i giudici con la sua cucina innovativa e prevalentemente vegana, ha dovuto cedere le armi alla super tradizionale mamma Erica, che, senza cattiveria, può stare tra i grezzi. In quell’edizione, le lasagne col ragù vinsero sul sushi sferificato con aria di orchidea. 

E ci sono due stranieri tra i vincitori di Masterchef Italia: il leggendario Spyros Theodoridis, 37 anni, impiegato di Modena di origine greca, che ha trionfato nella prima edizione con il suo stile genialoide e bizzarro e Tracy Eboigbodin, cameriera veronese di origini nigeriane, dallo stile fusion (e molto disciplinato). 

Gli ospiti

È frequente la partecipazione di uno o più ospiti, che possono spaziare tra celebrità, cuochi famosi a livello internazionale, amici e familiari dei concorrenti ed ex concorrenti. 

Possono proporre le proprie prove, aiutare i concorrenti nelle preparazioni o eventualmente supportarli. La struttura delle prove è similare tra le diverse edizioni. A livello narrativo, l’ospite (quasi sempre) altro non è che il “donatore” di proppiana memoria: fornisce al vincitore della prova precedente gli strumenti per affrontare quella successiva. 

Una menzione speciale la merita sicuramente Iginio Massari, uno dei pasticceri più noti al mondo, che nella narrazione assume un ruolo paragonabile a quello di Darth Vader, tanto da essere spesso annunciato con il celebre theme. La prova di pasticceria, infatti, miete tradizionalmente molte “vittime”. 

Altro dettaglio notabile è che, tra gli ospiti della stagione precedente, ci sono sempre stati i nuovi giudici della stagione successiva. 

La trama (seriale) di Masterchef

La trasmissione vede susseguirsi una serie di prove in cui i concorrenti devono dimostrare la propria abilità in cucina. Il programma si imposta quindi sull’alternanza costante di due tipologie di episodio, differenziate dalle prove svolte in esse. La prima comprende la prova della Mystery Box e quella dell’Invention Test, l’altra è composta o dalla Prova in Esterna seguita dal Pressure Test (ed eventualmente da un ulteriore Duello) oppure, solo dalla nona edizione in poi, dallo Skill Test. Al termine di ciascun episodio si ha solitamente l’eliminazione di uno o più concorrenti. Fino alla finale. 

Nel corso della stagione, vengono evidenziate le peculiarità di ogni singolo concorrente e l’interazione con gli altri concorrenti, mostrando così le caratteristiche della “maschera”. Il format non prevede incursioni voyeuristiche nel privato (come altri talent show), restando nell’ambito narrativo della cucina. 

Questo non toglie tensione al racconto, anzi. Grazie alle categorie descritte prima, lo spettatore ha la possibilità di scegliere il proprio beniamino e di identificarsi con esso, al di là delle capacità tra i fornelli. E di partecipare emotivamente al suo percorso tra le varie prove, puntata dopo puntata, fino al duello finale. 

Gli spin off

Come tutte le grandi serie, anche Masterchef Italia ha i suoi spin off.  Nel 2013 va in onda Junior MasterChef, dove hanno partecipato bambini tra gli 8 e i 13 anni. I giudici erano gli chef Bruno Barbieri e Alessandro Borghese, affiancati, per le prime due edizioni, dalla chef Lidia Bastianich, madre del ristoratore Joe, in seguito sostituita dallo chef Gennaro Esposito. Sono state realizzate tre edizioni.

Nel 2017 è andata in onda la prima edizione di Celebrity Masterchef, con 12 concorrenti del mondo dello sport, intrattenimento e giornalismo. I giudici sono stati Bruno Barbieri, Joe Bastianich ed Antonino Cannavacciuolo. C’è stata una seconda edizione. 

Nel 2019 è stato trasmesso MasterChef All Star, dove hanno partecipato 16 tra i più talentuosi ex concorrenti delle sette edizioni fin qui disputate (tra gli sconfitti). I giudici sono Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo, affiancati in ogni serata da un giudice ospite scelto a rotazione tra Joe Bastianich, Antonia Klugmann, Iginio Massari e Giorgio Locatelli.

Masterchef: una nota finale dell’autrice

Seguo Masterchef dalla seconda edizione (poi ho recuperato la prima) e, soprattutto nei primi anni, mi sono sempre sentita un po’ snobbata per questa passione. Oltre ad avermi insegnato davvero due o tre cose di cucina, ho sempre considerato Masterchef qualcosa in più. Ma non riuscivo a spiegarmelo e a spiegarlo. 

Queste righe sono poche per descrivere tutti gli intrecci delle varie edizioni, ma intanto ho fatto chiarezza con me stessa. 

Spero di aver trasmesso curiosità in chi non l’ha mai visto e di aprire un confronto con altri seguaci, come me. 

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"La Guidi, quella del calcio". Ma non solo. Giornalista dai tempi del liceo, grazie alla legge Mammì e a una tv locale, ha preso il tesserino solo nel 2012 (subito da professionista) solo per tutelare le fonti in tribunale. In perenne opposizione a qualsiasi cosa, nomade tra tre regioni, in realtà nasconde un animo solare e romantico. No, si scherza. Oltre al calcio, si è occupata di cronaca nera e nerissima, di criminalità organizzata e misteri di Stato. Di furberie venete e di insabbiamenti istituzionali. Attualmente lavora in una testata economica, scoprendo le radici del male. Nel tempo libero, coltiva l'antico orticello semiotico, ma, più spesso, si fa un vodka tonic. Si pregia di essere una delle poche persone che conosce a non aver (ancora) scritto un libro.

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