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Kids on the slope: la vita, l’amore, il jazz | Animazione
Kids on the slope, podcast | Puntata a cura di Untimoteo.
Sulla piattaforma Netflix è comparsa all’inizio del 2025 la serie animata giapponese Kids on the slope. Questo anime in realtà è datato 2012 e si compone di 12 episodi della durata standard di 23 minuti. Il fumetto originale da cui è stato tratto è opera della mangaka Yuki Kodama, si intitola Sakamichi no Apollon ovvero Apollo sulla collina e nel resto del mondo è noto come Jammin Apollon. Un riferimento alle lunghe sessioni jazz che impegnano i protagonisti.
Tecnicamente siamo di fronte a una storia di genere Josei. Ovvero manga destinati alle giovani donne che affrontano le storie d’amore con una visione più matura e realistica e molto meno idealizzata. La regia è del veterano dell’animazione Shin’ichirō Watanabe, noto per essere il creatore di Cowboy Bebop, anime imprescindibile per gli amanti del medium. Che qui però sembra operare in antitesi rispetto alla sua opera più famosa.
Oltre che il regista questo anime da Cowboy Bebop mutua anche la compositrice delle musiche originali, la star del jazz Yoko Kanno, anche lei presente con un tocco molto più lieve. Perché qui una buona parte della scena se la prende la storia del jazz. La colonna sonora è di quelle che non si dimenticano: Dizzy Gillespie, Cole Porter, Miles Davis, Duke Ellington, Chet Baker, John Coltrane, Bill Evans, Ira e George Gershwin.
“Animazione” è il format del podcast di Mondoserie dedicato alle diverse scuole ed espressioni del genere, dall’Oriente alla scena europea e americana.
Kids on the slope: incontri che ti cambiano la vita
Kids on the slope è ambientata nei primi anni 60 in una piccola cittadina della prefettura di Nagano, in Giappone. Kaoru è un giovane introverso che a causa del lavoro del padre deve continuamente spostarsi da una città all’altra, da una scuola all’altra. Non ha mai avuto modo di instaurare una relazione profonda con qualcuno ed è arrivato all’adolescenza senza avere mai avuto un amico. Quasi apatico, si approccia con disillusione a un nuovo anno scolastico. Ma questa volta le cose vanno diversamente.
La giovane e dolce Ritsuko e lo scapestrato Sentaro lo accolgono, aiutandolo a vincere le sue ansie. Ritsuko è la figlia del proprietario di un negozio di vinili e nello scantinato il padre contrabbassista si diverte in lunghe sessioni jazzistiche proprio con Sentaro, che alla batteria riesce a dare sfogo a tutta la rabbia repressa. Povero in canna, con una miriade di fratelli e sorelle minori a cui badare, non perde occasione di azzuffarsi con chiunque. Ma con le bacchette in mano, Sentaro si trasforma. E la sua carica vitale contagia anche il riservato Kaoru che, da ragazzo di buona famiglia, ha preso lezioni di pianoforte ma non conosce il jazz.
L’amicizia diventa un percorso iniziatico che parte dalla musica e velocemente abbraccia ogni aspetto della vita. Ai tre si aggiunge Yurika, una giovane di buona famiglia che vogliono costringere a un matrimonio combinato.
La storia procede per piccoli cicli e i protagonisti con il passare degli episodi, in un tempo che come nel jazz rallenta e accelera vertiginosamente, stringono rapporti profondi, si innamorano, si illudono, subiscono cocenti delusioni e assaporano momenti di estasi. Infine crescono, com’è inevitabile. Ma permarrà sempre in loro il sapore di quel tempo che sembrava eterno ed è durato un attimo.
Anime e jazz: un legame insospettabile
Il rapporto tra animazione giapponese e jazz ha avuto illustri episodi.
Kids on the slope si fregia delle composizioni della jazzista Yoko Kanno che sempre in coppia con il regista Shin’ichirō Watanabe ha dato vita su Cowboy Bebop a una serie di sequenze che rimangono nella storia come perfetto esempio di connubio tra immagini animate e musica. Connubio che invece sempre a Watanabe non è riuscito altrettanto bene nel recente Lazarus. Qui la colonna sonora, invero di tutto rispetto, è affidata alla star bebop americana Kamasi Washington. Ma a essere debole purtroppo è la storia nel suo complesso.
Infine, se volete una storia di amicizia, musica e ambizione allora segnalo sempre su Netflix lo splendido Blue Giant, lungometraggio anime tratto dal manga omonimo scritto e disegnato Shin’ichi Ishizuka. E che nell’anime vede le composizioni originali di un’altra Jazzista del sol levante ovvero Hiromi Uehara.
In questo anime, il giovane Dai Miyamoto giunge a Tokyo con lo scopo di diventare il miglior sassofonista del mondo e con il suo trio dà fuoco alla scena musicale della capitale.
Poi accade la vita. Nel Jazz ci si accosta, che tradotto significa che i musicisti fanno un pezzo di strada assieme e poi ognuno prosegue per il proprio cammino: chi continua, chi deve giocoforza cambiare, chi si ritira.
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