Nel novembre 1899, mentre si preparava a portare a Broadway uno spettacolo dedicato a Sherlock Holmes, l’attore William Gillette scrisse ad Arthur Conan Doyle per chiedere il permesso di concedersi alcune libertà creative.
Erano trascorsi appena dodici anni dalla prima apparizione letteraria del celebre detective, e Sherlock Holmes era già diventato un’icona. Gillette, autore anche dello spettacolo, esitava a prendere decisioni autonome su un personaggio ormai così popolare.
«Può farlo sposare, ucciderlo o fare qualsiasi cosa desideri», rispose Conan Doyle. Una vera e propria benedizione che Gillette sfruttò per mettere una pipa tra le labbra di Holmes e regalargli una battuta brillante e originale, destinata a diventare il suo tormentone: «Elementare, mio caro Watson».
Young Sherlock (2026, 8 episodi, Prime Video), serie creata da Guy Ritchie e Matthew Parkhill, ispirata ai romanzi di Andrew Lane, segue più o meno lo stesso principio. Si rifà fedelmente agli scenari sherlockiani ma reinventa molti dettagli della vita e della giovinezza del detective, immaginando una sua singolare entrata nell’universo degli studi.
Di che parla Young Sherlock
Spedito a forza dal fratello Mycroft a lavorare come ‘uomo delle pulizie’ ad Oxford, il dicianovenne Holmes (Hero Fiennes-Tiffin) si ritrova a risolvere un’indagine di omicidio. Al suo fianco, un enigmatico e affascinante studente irlandese destinato a diventare cruciale nella sua vita: James Moriarty (Dónal Finn).
L’indagine si intreccia presto con la sfera più personale e familiare del giovane Sherlock in un elegante mistero domestico. Sostenuto da un cast che include Colin Firth, Natascha McElhone e Joseph Fiennes (zio di Hero Fiennes-Tiffin).
Non è certo la prima volta che Guy Ritchie piomba nell’universo Holmes. Il detective dandy e il regista britannico avevano già ‘lavorato insieme’ a cavallo degli anni 2010 in due film: Sherlock Holmes (2009) e Sherlock Holmes – Gioco di ombre (2011). Questa serie esula un po’ dallo stile di Ritchie, che ha diretto solo i primi due episodi. Meno scazzottate e più costumi vittoriani, meno azione e più psicologia.
Godibile fino all’ultimo episodio, Young Sherlock manca tuttavia di molti fattori ‘elementari’ dello storico e amato detective. Prima tra tutti il suo acume folle, che lo rende odioso e incomprensibile ai più ma grazie al quale ha infine sempre ragione. Hero Fiennes-Tiffin, è, come lo definisce il New York Times, uno Sherlock molto Gen Z: affascinante, elegantemente turbato, molto cool. Forse troppo cool per essere imperscrutabile: qualità imprescindibile di Holmes.
Cosa funziona – e cosa no
Altra grande carenza di Young Sherlock è la mancanza di paura e di tensione. Certo, gli intrighi si susseguono – facendo addirittura apparire i buoni padri di famiglia dei mostri. Ma non basta. Ci manca il fiato sospeso caro ai misteri di Baker Street.
Impeccabili il decor e i costumi vittoriani. Tuttavia, la scrittura e i dialoghi si accavallano in modo scontato, gli intrighi si risolvono in men che non si dica sotto la mascella tesa del giovane Sherlock – che ha appena il tempo di accorgersi di quello che gli succede attorno. Se la cava meglio il personaggio di Moriarty, anche grazie al sottotesto che tutti conosciamo, come ci racconta Matthew Parkhill.
“Ovviamente il pubblico sa già come andrà a finire con questo personaggio, nemico storico di Holmes. Così si crea quel piacere particolare nel poter usare questa consapevolezza per generare tensione e sfruttare l’ironia drammatica”.
Young Sherlock non ha nulla in comune con il centenario film di Buster Keaton Sherlock Jr (che in Italia conosciamo come La palla n. 13), eccetto in parte il titolo. O con la versione “attualizzata” e americanizzata tentata in Elementary. E neppure con la più fedele serie Sherlock (2010-2017), da noi molto amata – e commentata in questo podcast.
Di certo lo straordinario personaggio di Doyle continuerà a produrre in futuro dei suoi doppi cinematografici che, ci auguriamo, ne rispettino meglio qualità e genio.
Abbiamo parlato di Sherlock in questa puntata del podcast
Holmes e dintorni: Gli Irregolari di Baker Street vs. Sherlock
La nostra riflessione sul detective classico (e la sua crisi): leggi

















