Ascolta la puntata e iscriviti sulla tua piattaforma preferita.
Killing Eve: il desiderio uccide il dovere | 5 minuti 1 serie
Killing Eve, podcast | Puntata a cura di Untimoteo.
Spy story al femminile per eccellenza, Killing Eve si è conclusa con quattro stagioni e un totale di 32 episodi (2018-2022). Con l’arrivo su Netflix si propone finalmente in Italia a un pubblico più vasto. E saprà colpirvi per la sua verve e la sua originalità, nonostante un progressivo calo rispetto alla folgorante partenza.
La premessa è semplice ma geniale. Eve Polastri è una funzionaria dell’intelligence Inglese che rivela grandi doti investigative e che per questo viene assoldata dal suo capo, l’enigmatica Carolyn, all’interno di una task force segreta. Obiettivo: rintracciare Villanelle, serial killer implacabile che sta eliminando diplomatici e importanti uomini d’affari europei. Ma la caccia all’assassino con il passare degli episodi diventerà un complicato e pericoloso gioco di attrazione e repulsione tra Eve e Villanelle. Una danza di seduzione reciproca ballata sul filo sottile che unisce Eros e Thanatos.
La prima stagione di Killing Eve porta la firma inconfondibile di Phoebe Waller-Bridge, sceneggiatrice di successo, chiamata a fare da showrunner immediatamente dopo il trionfo della sua serie Fleabag. La sua impronta si sente tutta: i dialoghi sono brillanti, serrati, assurdi eppure estremamente lineari. La serie attinge alla stessa vena di dark comedy e umorismo nevrotico tipica di Fleabag. Ci sono echi della commedia brillante, un richiamo evidente alla Nikita di Luc Besson e, contemporaneamente, una demolizione ironica del mito dell’agente segreto patinato, stile James Bond. È un eccellente miscuglio di commedia, spy story, thriller e simpatiche nevrosi.
Ma c’è soprattutto la tragedia, il tormento e l’ossessione di Eve per Villanelle.
“5 minuti 1 serie” è il format del podcast di Mondoserie che racconta appunto una serie in poco più di cinque minuti (o meno di dieci!). Senza fronzoli, dritti al punto.
Il cuore oscuro: Eros, Thanatos e il desiderio distruttivo
L’ossessione tra Eve e Villanelle trasforma presto la loro rivalità in un amore malato e distruttivo. È la perfetta manifestazione in chiave spy del conflitto freudiano tra Eros (la pulsione di vita, il desiderio sessuale, la connessione) e Thanatos (la pulsione di morte, l’aggressività, la distruzione). Questa relazione morbosa inghiotte entrambe le protagoniste, lasciandole snaturate e disorientate.
Villanelle è l’agente del caos. È implacabile e spietata, una macchina di morte perfetta. La sua esistenza è votata al caos e alla distruzione (Thanatos). Eppure, la sua curiosità morbosa nei confronti di Eve rivela un disperato bisogno di un legame emotivo non mediato (Eros).
Eve è la paladina che cede. Pur partendo come paladina dei valori positivi della serie e della legge, Eve è inghiottita dal fascino letale di Villanelle. L’ossessione distrugge il suo sistema di certezze e la snatura. La sua ricerca di una passione viscerale (Eros) la spinge verso il pericolo mortale (Thanatos) e, non mancherà di sorprenderci, anche verso atti di violenza.
Sandra Oh ed Jodie Comer sono straordinarie. Comer dà subito una credibilità sia fisica che psicologica a Villanelle, assassina a sangue freddo con un guardaroba sempre impeccabile, ragazzina annoiata con un passato terribile. La sua forza sta proprio nel porsi sopra le righe con assoluta coerenza. Questo personaggio è stato creato con il carisma e la forza distruttiva degni delle migliori caratterizzazioni del Joker, l’agente del Caos per antonomasia. Villanelle è la potenza del caso, l’arbitraria ingiustizia, che entra nella vita ordinata di Eve per liberarla — o distruggerla.
L’opposto della passione: la banalità maschile e il cinismo dell’elite
Il potere dirompente di questa relazione è amplificato dal contrasto con i personaggi maschili della serie. I quali, in linea con la poetica di Waller-Bridge, fanno generalmente una figura meschina o irrilevante.
Niko, il marito polacco di Eve, sembra in un primo momento l’ancora di salvezza per la sua sanità mentale. Ma presto si rivela una palla al piede di ordinarietà e banalità quotidiana che la protagonista non è più disposta a sorbirsi. Egli rappresenta la vita sicura, ma priva di scintille, che Eve è ormai decisa ad abbandonare per abbracciare l’ossessione e il caos. Villanelle, non a caso, sarebbe ben lieta di liberarsene nella maniera più crudele possibile.
Gli altri uomini di Killing Eve sono spesso o ingenui ragazzini facilmente manovrabili, eliminabili e sostituibili, o tediosi ometti di mezza età viscidi e vigliacchi. L’unico a salvarsi dal ridicolo è il collega omosessuale, ma anch’egli non è esente da pericoli…
I veri manovratori di questo gioco a due sono figure parimenti ciniche. L’ambigua dirigente dell’intelligence Carolyn (Fiona Shaw), sempre pronta a travalicare il confine tra la legge e il tradimento pur di raggiungere i propri obiettivi. E Kostantin (Kim Bodnia), un misterioso ex agente KGB che fa del doppiogioco e del cinismo più sornione un vero stile di vita. Loro sono l’establishment moralmente fallito, che usa il caos emotivo delle protagoniste per i propri scopi.
Nonostante il progressivo calo dell’attenzione alla trama orizzontale, Killing Eve è una serie affascinante e indispensabile. Il desiderio di connettersi e l’impulso a distruggere, incarnati in Eve e Villanelle, hanno dominato la scena fino alla sua controversa conclusione. Assicurandole uno status di cult assoluto.
Se ti è piaciuta la puntata su Killing Eve, iscriviti al podcast sulla tua piattaforma preferita:
Della stessa autrice: ascolta il podcast su Fleabag
Spie British e anti-Bond: Slow Horses

















