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Home Mondovisioni Documentari

Escaping Twin Flames, l’incubo della diabolica setta on line

Due diverse docuserie, targate Netflix e Prime, per raccontare un culto senza precedenti

di Livio Pacella
02/07/2024
in Documentari
Cover di Escaping Twin Flames per Mondoserie
878
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Desperately Seeking Soulmate: Escaping Twin Flames Universe (Prime Video, 2023) e Escaping Twin Flames (Netflix, 2023) sono due differenti documentari true crime basati sullo stesso soggetto, e usciti a distanza di un mese, ciascuno su una delle due principali piattaforme internazionali di streaming. Miniserie in 3 episodi, entrambe indagano l’inquietante fenomeno del ‘Twin Flames Universe‘, che si potrebbe a ragione definire una setta online. Probabilmente la prima – se non l’unica – del suo genere.

Il primo ad uscire, Desperately Seeking Soulmate – i cui episodi durano dai 40 ai 50 minuti – è prodotto e diretto da Marina Zenovich (già vincitrice di due Emmy). Il documentario si basa sul reportage di Alice Hines per Vanity Fair: il secondo servizio giornalistico, dopo quello di  Vice, a gettare luce sul misterioso universo creato da Jeff e Shaleia Divine (altrove Ayan).

Il secondo, i cui episodi durano all’incirca un’ora, è diretto da Cecilia Peck. La differenza fondamentale è il contributo degli stessi Jeff e Shaleia. Nel primo caso, riferendoci all’indagine giornalistica di Alice Hines, si resero disponibili ad essere intervistati, convinti di poter ‘correggere’ quanto riportato nell’inchiesta di Vice. Che per primo li accusava di aver fondato una vera e propria setta on line, con tanto di manipolazione, coercizione e, soprattutto, sfruttamento economico dei suoi membri. 

Una coppia perfetta (e divina)

Con sorprendente ingenuità, i giovani Ayan/Divine si aprirono alla giornalista di Vanity Fair. Che ebbe così accesso alla loro ricca tenuta, con tanto di piscina e parco macchine. Frutto di una ricchezza accumulata in pochissimo tempo, dato che i due, nemmeno trentenni, neanche 5 anni prima dormivano sul divano di amici. Fatto sta che, dopo l’uscita del servizio della Hines – che rincarava decisamente la dose sugli oscuri aspetti settari del Twin Flames Universe – Jeff e Shaleia non hanno più voluto rilasciare interviste. Da allora hanno invece reso ancora più difficile l’accesso al copioso materiale video delle loro lezioni. La docuserie Netflix di Cecilia Peck si basa quindi molto più sulle sconvolgenti testimonianze di ex appartenenti alla cerchia ristretta di questa controversa comunità. 

Dettaglio sorprendente: Desperately Seeking Soulmates svela come il Twin Flames sia passato da migliaia di adepti (tra i sette e gli ottomila) a più di 40mila: in concomitanza, o grazie a, o nonostante (lo sa Dio) l’uscita delle inchieste giornalistiche… 

Ma che diavolo è questo maledetto Twin Flames Universe? Dunque, nemmeno 10 anni prima (rispetto all’uscita dei documentari) Jeff e Shaleia Ayan/Divine (nomi d’arte, per così dire) si incontrano durante una vacanza alle Hawaii e si innamorano immediatamente l’uno dell’altra. Da quel momento entrambi decidono di abbandonare le rispettive famiglie e di vivere assieme in Michigan. Jeff è un valido comunicatore, mentre Shaleia coltiva da anni l’idea della perfetta intima unione, ovvero dell’anima gemella (soulmate). Da qui la creazione dell’universo Twin Flames (letteralmente: fiamme gemelle). Il business che ne segue è semplice e eccezionalmente efficace: creare un vero e proprio corso di lezioni on line – a pagamento, ovviamente. Tenuto da loro due, in quanto coppia perfetta. E divina (sic).

Escaping Twin Flames: lo schema piramidale dell’amore assoluto

La coppia più perfetta dell’universo, per continuare ad usare il loro stucchevole linguaggio, fa una solenne promessa come iniziale premessa. Quella di riuscire a far trovare a ciascuno la propria twin flame, l’anima gemella, al modico costo iniziale di 200$ al mese per le classi ordinarie. A cui si aggiungeranno presto le sessioni individuali, le masterclass di approfondimento eccetera. Risultato garantito. Folle? Basti qui accennare al precedente ‘lavoro’ on line di Jeff: curare svariati malanni e malattie, dal raffreddore al cancro (sic), semplicemente in videocollegamento.

Di questi tempi, per entrare nel business della spiritualità non occorrono credenziali o particolari requisiti. Altrimenti detto, chiunque può da un giorno all’altro improvvisarsi maestro e guida spirituale. Che è esattamente quello che hanno fatto i due Ayan. Trovare un pubblico pagante, rivolgendosi attraverso internet al mondo intero (o per lo meno a quello che mastica l’inglese) non è stato difficile. La parte difficile sarebbe stata farsi conoscere, ma a questo hanno posto paradossalmente rimedio Vice e Vanity Fair. Forse perché più inclini a credere nell’amore assoluto, le giovani donne costituivano l’85% degli allievi.

Mano a mano che i numeri crescevano, cominciando ad arricchire seriamente la giovane coppia, questa reclutava le più fedeli tra quelle che seguivano i corsi, per affidare loro diverse mansioni di management. Chi doveva occuparsi della gestione del sito, chi dei conti eccetera. For free, of course. Fare parte della cerchia ristretta di Jeff e Shaleia era già di per sé una ricompensa. Il Twin Flames Universe prevedendo anche costose sessioni private e i corsisti passando da centinaia a migliaia, si è presto reso necessario creare un corpo insegnanti, reclutato tra gli aficionados di più vecchia data. Il tutto secondo un vecchio e collaudato schema piramidale, in cui solo i Divine ci guadagnano veramente.

La colpa è sempre e solo tua

Ma che diavolo può prevedere un così articolato insegnamento sulla ricerca della propria anima gemella? Innanzitutto un lavaggio del cervello. Della serie: se non hai ancora trovato la tua dolce metà, la colpa è solo e soltanto tua. A questo scopo serviva il famigerato ‘esercizio dello specchio‘. La cui funzione era quella di identificare il proprio malessere e di trasformarlo cambiando i pronomi in prima persona. Esempio: sto male perché il mio amato mi evita. Dunque sto male perché io mi evito. E la colpa è solo mia.

È terribilmente facile manipolare una persona – una donna, nella maggior parte dei casi – presa in un momento di particolare vulnerabilità. Jeff, abile oratore, sfrutta consapevolmente ogni debolezza per convincere chiunque della bontà delle sue idee. È sostanzialmente un venditore. Solo che il prodotto che vende – le idee di Shaleia – non solo è costoso, ma anche pericoloso. Sostenendo che il vero amore non conosce ostacoli, il duo ha convinto diverse allieve a perseguitare i propri target sentimentali.

Con il risultato di far finire in prigione una povera ragazza per stalking. Lei non ha nemmeno il diritto di lamentarsi, perché non è permesso mettere in discussione contenuti e metodi dei due leader. Del resto la colpa è sempre e solo tua. E i due dichiarano bellamente di essere infallibili, poiché in diretto contatto con la divinità che impartisce loro per direttissima la cosiddetta ‘sapienza spirituale’.

Escaping Twin Flames: divino maschile e divino femminile

Mentre l’Escaping Twin Flames di Prime approfondisce le radici di questo strano cyber-culto, l’Escaping Twin Flames di Netflix (il cui sottotitolo italiano è: in fuga dall’amore eterno) si concentra più sulle tristi testimonianze delle ex affiliate al culto. In entrambi i casi si trovano comunque familiari alla disperata ricerca dei propri cari caduti nella trappola del TFU. Perché un altro degli assurdi precetti di Jeff e Shaleia è: se vuoi trovare la tua anima gemella, devi prima abbandonare i tuoi genitori, i tuoi parenti tutti, e anche i tuoi amici. Devi essere esclusivamente fedele al TFU e ai suoi adepti: un universo in cui i Divine (superfluo sottolineare il senso riposto in questo fittizio cognome) regnano sovrani.

Ora, trascorsi i primissimi anni, questi ricchi – e tutto sommato infantili – sovrani hanno un problema. Che viene sempre più spesso sollevato dai loro ‘sudditi’. Ovvero: com’è che seguo tutti i corsi e le masterclass di approfondimento, spendendo migliaia di dollari, e ancora non ho trovato la mia anima gemella? L’esercizio dello specchio non può essere sempre la risposta. 

Ecco allora la brillante soluzione di Jeff e Shaleia: accoppiamoli tra loro. Di colpo all’interno del TFU vengono formate coppie, dai due arbitrariamente assortite. Maschio femmina, maschio femmina… ops. C’è ancora un ostacolo da superare: quell’85% di partecipanti femminili rende la presenza maschile una rarità. Che fare allora? Ed è qui che la meschina e maliziosa arroganza della coppia raggiunge forse il suo apice: con l’introduzione dei concetti di divino maschile e divino femminile nella narrazione del loro universo. 

Una setta on line

Ben vengano le coppie omosessuali, sia chiaro: fatto sta che l’unione perfetta è data da un maschile e un femminile, altra via non c’è. Quindi, se due donne stanno insieme significa per forza che l’una è il maschio, l’altra la femmina. Jeff inizia ad imporre l’uso di un nuovo nome maschile. E di un consono abbigliamento, una consona acconciatura ecc. Non vuole sentire parlare di bisessualità o di donne che si amano in quanto donne. Lui è il maestro. E il maestro arriva persino ad imporre, nei casi limite, interventi per cambiare sesso. Ad imporre a ragazze da sempre etero di accoppiarsi con lesbiche mascoline. Chiaramente il delirio di onnipotenza si è impossessato degli Ayan.

Peccato che siano state (e stati, e tuttora ahimè sono) in migliaia a scambiare questi deliri per vangelo. Giungendo spesso ad autoimporsi di vivere fino in fondo la relazione fisica e sentimentale sancita da Jeff e Shaleia. Non importa quanto possa farti orrore la presenza dell’altro: se lo dicono i Divine, significa che quella è la dolce metà che il cielo ti ha riservato. Se non ti garba, è perché in te c’è qualcosa che non va. Questi psicosillogismi hanno portato una giovane donna al suicidio. Tra l’indifferenza o addirittura l’aperto disprezzo degli Ayan. Hanno portato alla disperazione i genitori di molte tra queste ragazze in balia di Jeff e Shaleia. Per non parlare delle ragazze stesse.

Perché per poter comprendere  l’assurdità del TFU – strano ma vero – bisogna assolutamente non farne parte. Oppure non farne più parte. Solo una volta che si è spezzato il malefico incantesimo, ci si rende conto della follia del tutto. Trattasi palesemente di una setta. Di un tipo nuovo di culto, dall’inedita forma: una setta virtuale.

Un secondo Cristo (in Porsche)

Chi ha provato a ribellarsi, o anche solo a proporre insistentemente nella chat di gruppo questioni problematiche, è stato bandito in un baleno dal TFU. Anche se vi era stato dentro per anni. Questa voce arriva a qualche giornalista investigativo a caccia di notizie. E accade quindi quanto già riportato più su…

Escaping Twin Flames: queste due avvincenti docuserie svelano i retroscena maniacali di questa bizzarra e malsana comunità, divenuta un vero e proprio culto deviato. Tanto che Jeff, avendo gli occhi azzurri ed essendo lasciatosi crescere barba e capelli, scambia la sua vaga somiglianza con l’icona occidentale del Cristo per un segno del destino. Inizia quindi a credere – e a predicare – di essere la seconda reincarnazione del Figlio di Dio. Venuto sulla terra per diffondere il vangelo del Twin Flames. E per fare un sacco di soldi.

Nonostante queste sue ultime cristologiche uscite, lui e Shaleia si ostinano a negare il TFU essere una setta. Così come continuano a negare di esercitare alcuna influenza o manipolazione sui membri del gruppo. Continuano invece imperterriti a sfoggiare la Porsche o la jacuzzi, viste come sorta di calvinistica conferma divina della loro immensa e generosa bontà. Immaginate dunque come viene da loro interpretata la gravidanza di Shaleia – in becera chiave mistico-commerciale, of course… (meglio stendere un velo pietoso).

In questa, come in moltissime altre occasioni, ci ritroviamo infine a sottolineare come, per tramite delle principali piattaforme streaming – e della conseguente esplosione di documentari e docuserie -, si fa sempre più labile e sfumato il confine tra realtà e finzione. Inevitabile dunque chiedersi dove inizi l’una e finisca l’altra, in tempi in cui vi è, e funziona alla grande, una costosa scuola privata per trovare la tua anima gemella. Se il mondo è un palcoscenico, come diceva Oscar Wilde, i ruoli sono decisamente mal distribuiti.

Altro amore deviato on line? Prova: I love you, now die.

I love you now die: realtà virtuale, morte reale

Tags: documentarioguru e settetruffe e inganni
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