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Don’t Pick Up The Phone: un’agghiacciante truffa telefonica

La docuserie sulle maniacali chiamate che per 12 anni hanno sconvolto i fast food USA

di Livio Pacella
03/02/2024
in Documentari
cover di Don't Pick Up the Phone per Mondoserie
2.3k
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Don’t Pick Up The Phone (Non Rispondere al Telefono) è una docuserie (Netflix, 2022 – VM16) in 3 episodi (dai 45 ai 55 minuti l’uno) che racconta la storia della truffa telefonica più bizzarra e agghiacciante che sia mai accaduta negli USA. Ouverture: un tizio compone un numero ad un telefono pubblico. Il detective Buddy Stump – ora in pensione – torna al 2004, quando venne chiamato per un crimine dai contorni poco chiari avvenuto in un McDonald’s di Mount Washington, Kentucky. Ciò che segue, per quanto assolutamente incredibile, è realmente accaduto.

Louise Ogborn, appena 18enne, stava facendo il suo turno serale nel fast food. Un lavoro a salario minimo, accettato per aiutare la madre, che aveva da poco perso il lavoro. All’improvviso viene convocata d’urgenza nel piccolo ufficio sul retro dalla vicedirettrice, Donna Jean Summers. Questa era al telefono con un poliziotto, tale agente Scott, che accusava Louise di furto ad un cliente. Le forze dell’ordine essendo in ritardo, causa troppo lavoro, l’agente propose di far perquisire la ragazza dalla sua superiore proprio lì, in ufficio. Da notare come Mount Washington sia un piccolo centro, la cui stazione di polizia dista soltanto poche centinaia di metri dal McDonald in questione.

Louise viene quindi fatta spogliare, un capo alla volta – compresi reggiseno e biancheria intima – da Donna, che rimane tutto il tempo al telefono con l’agente Scott. “Ero così sconvolta dal fatto che qualcuno mi avesse incolpato di una cosa così orribile…”, dirà la ragazza, “piangevo a dirotto e li pregavo letteralmente di portarmi alla stazione di polizia perché non avevo fatto nulla di male”.

La fellatio al padre di famiglia

Louise è ora completamente nuda e terrorizzata. Rannicchiata su una sedia, le viene dato un grembiule per coprirsi. Oltre ai vestiti, le hanno sequestrato le chiavi della macchina. E in ogni caso, tra lei e l’uscita c’è una sala piena di clienti, ignari di ciò che sta accadendo. “Ero completamente svestita. Ero imbarazzata. Avevo paura perché loro erano un’autorità superiore a me. Avevo paura per la mia sicurezza, perché pensavo di essere nei guai con la legge”.

Passa addirittura un’ora. Ma ogni volta che Donna chiede quando arriveranno, l’agente ha una scusa plausibile per continuare a rimandare. Le suggerisce di chiamare qualcuno di sua fiducia per tenere d’occhio la ragazza, dato che lei deve assolutamente tornare al lavoro. Così lei chiama il suo fidanzato – Walter Nix Jr. – perché venga a gestire la situazione al suo posto. Walter è padre di due figlie, allenatore della squadra di baseball juniores del paese, senza precedenti penali di alcun tipo. Eppure, seguendo le direttive telefoniche di Scott, che gli dice Louise essere una ladra e una spacciatrice, la denuda nuovamente. Poi la costringe ad alzarsi, saltare con le braccia sopra la testa, piegarsi sulle ginocchia, e salire su una sedia. Il tutto per vedere se qualcosa – soldi o droga – sarebbe accidentalmente caduto dal suo corpo.

Se già questo non fosse abbastanza folle, Scott gli ordina di farla sedere sulle sue ginocchia e di baciarla in bocca. Per verificare l’alito non avesse niente di sospetto. Lei si rifiuta. Scott dice allora a Walter di schiaffeggiarla sulle natiche, fino a quando non sarebbero diventate rosse. L’ultimo assurdo comando è quello di farsi fare una fellatio… Nonostante i lamenti e le lacrime, a Louise viene detto che altrimenti sarebbe stata ulteriormente picchiata.

Don’t Pick Up the Phone: un incubo lungo 12 anni e largo come gli USA

Soltanto dopo la costrizione orale Walter si rende conto di aver, per così dire, esagerato. Lascia in tutta fretta il McDonald’s. Poco dopo chiamerà un amico, confidandogli: “Ho fatto qualcosa di terribile”. In ufficio entra un semplice addetto delle pulizie. Vista la surreale e drammatica situazione, prende in mano il telefono. Dopo pochi istanti, realizza di non stare parlando con un agente di polizia. L’agente Scott riattacca. Erano passate in tutto tre ore. Ma la vicedirettrice realizza soltanto in quel momento di essere tutti stati vittime di un macabro e grottesco imbroglio. E chiama la polizia. Quella vera. Questo il racconto del detective Stump. Che vede al monitor la surreale scena, dato che la telecamera a circuito chiuso del piccolo ufficio ha ripreso tutto.

L’assurda storia viene ampiamente riportata nel 2005 dal Courier Journal del Kentucky (“A Hoax Most Cruel” – ovvero una crudelissima truffa). Nel 2012 diventerà un film, Compliance, diretto da Craig Zobel (Mare Of Easttown). E infine la trama di un episodio di Law and Order SVU, con Robin Williams nel ruolo del maniaco telefonico.

Don’t Pick Up the Phone parte dalla vicenda del Kentucky, intrecciando video di sicurezza con interviste a vittime, avvocati, giornalisti e forze dell’ordine. Il detective Stump conosceva Louise, perché era una sua vicina di casa. Prende allora la questione sul personale. E come prima cosa scopre, inorridito, che questo tipo di chiamate si verificavano da più di dieci anni in tutti gli Stati Uniti. Più di settanta casi simili riportati tra il 1992 e il 2004 in 32 stati degli USA. Lo schema era sempre lo stesso. Il maniaco prendeva di mira solo note catene di ristoranti o fast food. 

Due detective, un sospettato: dal Kentucky e dal Massachusetts alla Florida

Spacciandosi per un agente di polizia, faceva sottoporre a vessanti perquisizioni corporali da parte dei superiori i malcapitati inservienti, solitamente di sesso femminile, di cui aveva dato descrizioni invero molto generiche. Tali da far sì che spesso corrispondessero ad una giovane dipendente che sfortunatamente al momento si trovava nel locale. E i locali presi di mira appartenevano tutti a piccole cittadine. Perché lì il truffatore sapeva di trovare persone più disposte e inclini ad accondiscendere ad una figura autoritaria. Ma nessuna di queste allucinanti truffe si era spinta così in là, giungendo fino ad uno stupro indotto. Per lo meno fino a Mount Washington. Stump viene a sapere che anche un altro detective – Victor Flaherty – di West Bridgewater, Massachusetts, sta indagando su un caso simile, accaduto in un Wendy’s.

I due uniscono le forze e condividono le informazioni. Arrivano così a scoprire le telefonate essere state effettuate tramite carte telefoniche prepagate. Tutte provenienti dallo stesso gestore. Seguendo le tracce di queste schede – operazione piuttosto complessa 20 anni fa – i due riescono ad individuare la città da cui sono partite tutte le chiamate: Panama City, Florida. Le carte sono state acquistate nei centri Walmart della zona. Segue un estenuante lavoro di incrocio tra i dati di acquisto delle suddette schede e i relativi filmati di sorveglianza. Fortunatamente i loro sforzi vengono premiati. Individuano un sospettato. In un video indossa dei pantaloni molto particolari. Corrispondono alla tenuta di un agente carcerario. Così salta fuori il nome di David Richard Stewart. 

Don’t Pick Up the Phone e l’innocente colpevole David Richard Stewart

Stewart, padre di ben cinque figli, aveva a lungo sognato di diventare un agente di polizia. Nella sua abitazione, piena di libri sui metodi di interrogatorio e coercizione psicologica – in uso presso le forze dell’ordine e non -, viene ritrovata una scheda prepagata corrispondente ad una di quelle usate durante i raggiri. Per finire, il sospettato non si trovava al lavoro mentre venivano effettuate la maggior parte delle famigerate chiamate. Durante la sua incriminazione, Stump ricorda di avergli sentito dire, mentre sudava e tremava copiosamente: “Qualcuno si è fatto male? Amen, è finita”.

“Pensavo che avessimo un caso inattaccabile”, continua il detective. Eppure l’avvocato Steve Romines di Louisville riesce a far assolvere il suo cliente, che rischiava fino a 15 anni di galera, per mancanza di prove. Tra le argomentazioni legali, quella per cui Stewart non era abbastanza intelligente per attuare uno schema criminale così diabolico e prolungato nel tempo. Insomma, era troppo stupido per ingannare così tante persone per così tanti anni. Così David Richard Stewart viene assolto dalle accuse di essersi falsamente spacciato per un agente di polizia e di aver sollecitato atti di sodomia.

L’uomo in questione ha rifiutato da farsi intervistare per Don’t Pick Up the Phone. Ad ogni modo, dopo il suo arresto nel 2004 le false chiamate sono misteriosamente cessate. Le uniche persone condannate per questa sconvolgente storia sono state Donna e Walter di Mount Washington. La vice direttrice, che aveva naturalmente annullato il suo fidanzamento con Walter dopo aver visto il filmato, è stata licenziata e incriminata per detenzione illegale. E lui incriminato per sodomia e aggressione. 

Il McDonald’s, tra danni punitivi e danni compensativi

Donna, che si è avvalsa dell’Alford Plea (un’opzione per cui l’imputato accetta il verdetto della giuria, pur riconoscendosi innocente – vedi il nostro pezzo sul noto The Staircase), è stata condannata ad un anno di reclusione. Nix invece a cinque, pur continuando a dire di aver solo eseguito gli ordini di colui che credeva essere un ufficiale di polizia.

Anche McDonald’s è finito in tribunale, portatovi da Louise, la povera dipendente traumatizzata dal suo rapimento con stupro. Ha vinto la causa e McDonald’s è stato condannato a risarcirla con oltre 6 milioni di dollari – 5 in danni punitivi e un milione e centomila in danni compensativi (rispetto agli iniziali 200 richiesti dal legale della Ogborn). Fu infatti dimostrato che il colosso mondiale di fast food era a conoscenza di almeno una ventina e passa di incidenti simili avvenuti nei suoi locali. Nonostante ciò, aveva ritenuto di non dover avvertire il proprio personale a questo riguardo. Vale la pena riportare che in appello McDonald’s è riuscito ad eliminare i danni punitivi, lasciando alla Ogborn solo quelli compensativi (1.100.000 $).

Perché la famosa catena di junkie food, assieme a tutte le altre, non ha voluto saperne di diffondere le informazioni in suo possesso presso tutti i suoi affiliati, in modo da proteggerli, evitando il ripetersi di tali oscenità? E come è possibile che direttori e vice si siano prestati ad eseguire gli incredibili ordini dati al telefono da un tizio che si spacciava per agente di polizia? Dato che denudare la giovane vittima era lo standard minimo richiesto in questi umilianti imbrogli?

Don’t Pick Up the Phone e l’azzeramento della coscienza

Come si può essere disposti ad obbedire così ciecamente? Anche la risposta data da Walter Nix – eseguivo soltanto degli ordini – evoca terribili scenari storici di ben altra levatura amorale. E dunque, olocausto a parte, fa pensare che nel caso più eclatante, quello del Kentucky, sia stato infine un umile inserviente ad avere il basilare buon senso di inquadrare la situazione per quello che era. Uno squallido e gigantesco imbroglio. La vicedirettrice, il suo fidanzato – e tutti i direttori e i vice degli oltre cento casi in 12 anni (che si sappia) – sono stati incapaci di agire seguendo la propria bussola: pragmatica, cognitiva o morale che fosse. Come se questa società capitalista (tanto per andare sul banale), emblematicamente rappresentata dalle catene di fast food e quant’altro – comportasse per i propri membri un azzeramento radicale della propria coscienza. 

“Chiunque abbia fatto quelle telefonate è un individuo disturbato. Questo individuo, questo impostore, è un malvagio predatore sessuale, pericoloso per la società”, dice il sergente Flaherty. “Le chiamate si sono fermate, per ora. Ma si sono fermate per sempre?”. Don’t Pick up the Phone è l’ennesima eccellente produzione documentaristica di Netflix. Che, assieme a titoli come Tiger King, Wild Wild Country, Don’t F*ck With Cats, Last Stop Lerrimah – e tanti altri – testimonia come il delirio della realtà umana sia avanti anni luce dalla fantasia delle opere di finzione. Queste ultime sembrano infatti seguire schemi e standard creativi, mentre gli abissi di oscura irrazionalità di donne e uomini non sottostanno a leggi di alcun tipo. Lasciando scaturire ogni volta drammaturgie che rasentano l’assoluto: nell’etimo, dal latino ab solutus – ovvero sciolto da ogni vincolo.

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Tags: documentarioDon't Pick Up the Phonetruffe e inganniviolenza sessuale
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